Gran Sasso – Campo Imperatore

Gran Sasso

L’altopiano di Campo Imperatore  è il più vasto ed imponente altopiano della catena Appenninica e si  estende per circa 20 chilometri di lunghezza per una larghezza variabile dai 3 ai 7 km. Le sue propaggini si estendono ad una quota che varia  tra i 1500 e 1900m con alternanza di  paesaggi morbidi ed ondulati, di pianure alluvionali con morene lasciate  dagli antichi ghiacciai, rockglaciers, circhi glaciali, nivomorene, brecciai e pareti rocciose delle ardite cime circostanti.
L’altopiano è di origine tettonica, ed è il risultato di una morfogenesi operata in special modo da fenomeni periglaciali e dalla neve dei ghiacciai, a testimonianza dei quali sono ancora visibili le morene di fondo di quello che fino a circa 15.000 anni fa, con un’estensione di circa 20 chilometri quadrati,  era il ghiacciaio più grande dell’Appennino. La vegetazione varia  in base alla morfologia, all’esposizione al vento, ed alla copertura nevosa: le piccole valli sono più umide e sono caratterizzate dalla presenza di  rare specie di piante di origine nordica, mentre  per le morene e i dossi  prevale  una vegetazione tipicamente steppica. Una vegetazione quindi, che è quasi esclusivamente erbacea, e  rende l’altopiano di Campo Imperatore uno spazio aperto che affascina e colpisce specialmente per la sua  maestosa vastità, tale da venir comunemente  definito “Il piccolo Tibet”.
Questi immensi  pascoli di graminacee sono ‘meta’ per l’alpeggio estivo delle greggi di ovini e delle mandrie di bovini ed equini che d’inverno scendono in Puglia, nel rito della Transumanza che ormai si ripete da migliaia di anni. A cornice del piccolo Tibet si innalza la catena del Gran Sasso che custodisce alcune tra le cime più alte e suggestive dell’Appennino intero: la Scindarella (m2233) e Monte Portella (2385m) con i loro circhi glaciali, Monte Aquila (2494m) Monte Brancastello (2385m) Monte Prena (2561) Monte Camicia (2564 m), Corno Grande (2912m) che domina dall’alto delle sue quattro vette (la Vetta Occidentale, il Torrione Cambi, la Vetta Centrale la Vetta Orientale) e Corno Piccolo (2655m).
La catena del Gran Sasso  costituita da un ampia massa calcarea e dolomitica, molto permeabile quindi e con estesi fenomeni di carsismo (doline, inghiottitoi, forre, grotte, conche), rappresenta una grande zona di raccolta delle acque meteoriche e superficiali, che vengono immesse nella circolazione sotterranea profonda, per cui scarse e spesso intermittenti sono le sorgenti che si trovano in tutta la zona.
Sulle alte quote della catena, resistono ambienti peculiari con endemismi di fauna,flora e relitti glaciali.