Castel del Monte

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L’esigenza di difendersi dagli attacchi esterni e il bisogno di sicurezza e protezione hanno dato vita a Castel del Monte, un centro fortificato incastonato tra le montagne, ci si entrava attraverso due porte, ancora oggi visibili come pure è evidente l’antico cortile del castello, che oggi è identificata come Piazzetta del Ricetto. Dalle varie attestazioni siamo in grado di affermare che, questo borgo fu costruito dagli abitanti della Città delle Tre Corone, costretti a fuggire per difendersi dalle continue scorrerie dei barbari. Il paese con il passare del tempo si sviluppò sul fianco del colle, fino ad assumere l’aspetto di un ampio borgo fortificato protetto da mura. Le case lungo tutto il perimetro esterno avevano piccole finestrelle, perché oltre a essere abitazioni fungevano da baluardi difensivi. Gli studi, le ricerche, gli scavi archeologici, hanno riportato alla luce i segni di un passato che trova le sue origini nel Piano di S. Marco, una piccola depressione carsica, sede di un antico pagus romano della repubblica di Peltuinum. Monete, iscrizioni su pietra, urne funerarie, raccontano una storia iniziata dall’XI secolo a.C., mentre la superba architettura del borgo tiene vivo un passato più recente. Le opere d’arte che il paese custodisce ricordano le diverse influenze delle famiglie che l’hanno dominato, i Conti di Acquaviva, gli Sforza, i Piccolomini e i Medici, Signori di Firenze che hanno scritto due secoli di storia. E ancora i Borboni fino all’Unità d’Italia nel 1861 quando, il paese è preda del brigantaggio.

Oggi, il borgo medievale di Castel del Monte, ha recuperato il suo centro storico creando una serie di piccoli luoghi di esposizione che lo rendono un vero e proprio museo diffuso. Fondaci e case in disuso sono state trasformate in spazi espositivi che si inseriscono con armonia in un più ampio itinerario culturale della storia dei monumenti e delle tradizioni del paese. Gli oggetti della quotidianità, gli utensili da lavoro, le testimonianze dei culti sono stati riallestiti in questi inusuali spazi espositivi permettendo così la ricostruzione della vita passata dei Castellani. Questi spazi espositivi fanno parte del circuito culturale di “Musei di Arti Contadine”. Ci sono sei tappe previste. La prima tappa inizia con il Mulino, che si trova nel palazzo del Municipio, realizzato nel 1900. Il Comune ha curato il restauro di tale edificio e, unitamente all’esposizione di strumenti legato al lavoro dei campi, il locale è stato adibito a sede del Centro di Informazione Turistica. Segue il Forno del Ballo che, in passato insieme ad altri due forni provvedeva a rifornire tutto il paese. Fino al Settecento i forni venivano concessi annualmente in affitto al miglior offerente nel corso di una seduta pubblica del parlamento castellano. Abbiamo poi l’arte della lana, che si trova sotto il loggiato di Casa Colelli, al suointerno sono esposti gli arnesi legati alla lavorazione della lana e prodotti tipici. Più avanti si giunge alla “casa antica”, con gli arnesi e le abitudini tipici delle case di un paese nel quale durante l’inverno restavano solamente le donne, in attesa dei mariti pastori che svernavano il Puglia con le greggi. Infine la pastorizia testimonia l’attività predominante nel paese e la religiosità popolare a essa legata. Grazie a questa attività è nato il “Canestrato di Castel del Monte” il pecorino della transumanza, così chiamato perché in passato i pastori portavano le
loro greggi, nei mesi più freddi dell’anno, verso i più miti pascoli del Tavoliere delle Puglie, per poi ritornare in quelli montani abruzzesi in primavera – estate. Attualmente questo tipo di transumanza è stato sostituito con la cosiddetta transumanza verticale con greggi in altura nei mesi più favorevoli e ricovero in stalle a quote più basse nel periodo invernale. Il pecorino Canestra di Castel del Monte è ottenuto dalla caseificazione di latte ovino crudo con la sola aggiunta di latte e caglio. Tutti i produttori sono riuniti in un consorzio di tutela e valorizzazione e seguono un preciso disciplinare tecnico di produzione. Il pecorino Canestrato di Castel del Monte è presente durante tutto l’anno. All’interno del borgo numerose erano le chiese, tutte legate a manifestazioni di spiritualità. La Madonna delle Grazie, ad esempio, in passato, nei periodi di particolare siccità, la chiesa era meta delle “rogazioni”, in occasione delle quali una processione del Clero e dei fedeli, preceduti dalle vergini vestite di bianco, coronate di spine e a piedi nudi, percorreva il paese per implorare l’arrivo della pioggia. La Chiesa di Santa
Caterina, fu sede di una taverna, un locale di pubblica utilità in cui si vendeva pane, olio, vino e sarde. Successivamente finì per ospitare la “ruota dei protetti”, la ruota in cui venivano depositati i bambini abbandonati, del cui mantenimento si faceva carico la Municipalità, che provvedeva a pagare una balia per l’allattamento dei trovatelli. Oggi, la Taverna, viene utilizzata come punto di esposizione e vendita dell’artigianato locale. Dall’alto la Chiesa Matrice di S. Marco la più antica di tutto il paese. Nata probabilmente come cappella annessa al castello, dall’originale impianto rettangolare a navata unica, nel ‘400 è diventata a tre navate, con una
grande cupola nascosta all’esterno dal tiburio e dalla torre campanaria. Due porte laterali sostituiscono dal XVII secolo l’antico ingresso della chiesa che si apriva all’interno dell’antico Ricetto, in corrispondenza della torre. Un insieme di stili differenti caratterizza l’ambiente interno, arricchito dai fasti dei quattordici altari laterali, quasi tutti in pietra, commissionati delle famiglie più ricche del paese tra il XV e il XVI secolo. L’altare del Rosario, del XII secolo, a sinistra della conca absidale, porta ai due lati lo stemma del paese, fu quindi forse eretto a spese dell’”Università” di Castel del Monte. Nelle nicchie ci sono S. Francesco e S. Antonio. Di notevole fattura è La Natività, dipinto del XVI secolo. L’altare della Concezione a destra della conca absidale, del 1589, rappresenta un raffinato lavoro d’intaglio che risente dell’influenza del barocco napoletano. Era l’altare della Congregazione della Concezione. A lato c’era uno splendido trittico di cartapesta dedicato alla Vergine del Rosario, l’opera è stata trafugata negli anni Ottanta. Dell’antica struttura è rimasta però l’Annunciazione, un bassorilievo del 1508. L’altare centrale originario, sostituito poi nel 1858, il pulpito, opera del periodo barocco e l’organo sovrastante il fonte battesimale, del XVI secolo, sono magnifici esempi di arte in legno intagliato e dorato, opera di sapienti maestri artigiani. Oltre alle chiese menzionate di particolare rilievo e importanza il Palazzo del Governatore, lungo la salita di via Duca degli Abruzzi, occupava l’intero isolato. Ancora oggi la grandiosità dell’opera, realizzata tra il XV ed il XVI secolo, testimonia la maestosità del tempo. Nel corso dei secoli l’edificio è stato smembrato in diverse cellule abitative e oggi è impossibile ricostruirne l’originario carattere unitario. È una struttura possente, impostata su grandi archi visibili dalla via Centrale. Da segnalare l’Osservatorio Astronomico e il Giardino Botanico Alpino di Campo Imperatore.

Informazioni utili
Comune: Via del Municipio 5, 67023 Castel del Monte (AQ)
internet: www.comune.casteldelmonte.aq.it
Telefono: 0862 938137
Fax: 0862 938180
Carabinieri: Tel. 0862 938901
Guardia medica: Tel. 0862 89348
Farmacia: Tel. 0862 938479

Manifestazioni ed eventi
Marcia di sci di fondo a Campo Imperatore, ultima domenica di febbraio
Rassegna ovina a Campo Imperatore, 5 agosto
San Donato, 6-7 agosto
La notte delle streghe, 17 agosto